Premessa storica. È quasi un anno di presenza pastorale in questa comunità parrocchiale del SS. Crocifisso di Barletta di me e di don Francesco. Credo il 4 settembre scorso il primo anniversario.
Continuo a sentirmi sorpreso e desideroso di prestare il mio servizio. Grazie ancora a tutti per la bella accoglienza. Ci sentiamo in famiglia.
Le fonti. Le nostre guide: la Bibbia, i documenti della Chiesa, il Libro sinodale. Lo ricordo a chi ha dimenticato e lo faccio sapere a chi ignorava, che la nostra chiesa diocesana ha vissuto una forte
esperienza sinodale. Sinodo vuol dire camminare insieme. Per alcuni anni tutta la diocesi (la comunità cattolica che si ritrova nelle città di Trani, Barletta, Bisceglie, Corato, San Ferdinando, Trinitapoli e Margherita di Savoia), cioè tutti: preti, religiosi e religiose, diaconi, laiche e laici si sono incontrati per riflettere e camminare insieme per seguire Cristo in un cammino di santità e per testimoniare più efficacemente il Vangelo.
Il tema del sinodo: “Per una Chiesa mistero di comunione e di missione”.
“… un evento di grazia di comunione ecclesiale e di ascolto del mondo contemporaneo per leggere i segni dei tempi e di
interpretarli alla luce del Vangelo e del Magistero della Chiesa”.
Il contenuto, potremmo dire il risultato, nel libro sinodale approvato dall’arcivescovo mons. Giovan Battista Pichierri il 26 ottobre 2016. Poiché non siamo degli isolati individualisti, volendo chiarire a noi stessi chi siamo e perché stiamo e per far che, siamo incoraggiati da noi medesimi a vivere il nostro essere comunità della
parrocchia del SS. Crocifisso in piena comunione con il vescovo e tutta la comunità diocesana. È un bel volume, consistente. Va letto, indubbiamente, e vissuto con impegno. Che i fedeli di questa
parrocchia considerino i loro sacerdoti felicemente inseriti in questo contesto, in piena comunione con il vescovo, ora don Leonardo D’Ascenzo, con i sacerdoti (soprattutto con i vicini), con l’intera
comunità diocesana.
Mi riferisco ora, in modo particolare, alla presentazione del libro sinodale scritta da mons. Pichierri. Cito alcune importanti affermazioni di principio:
• La Chiesa è per natura sia missionaria e sacramento di unità del genere umano con Dio.
• L’anima della sua costituzione è la santità; ne consegue che va coltivata la spiritualità di comunione nella diocesi e, aggiungo, nelle parrocchie.
• Il popolo di Dio, che comprende sacerdoti, religiosi e laici, è soggetto di evangelizzazione, di santificazione e di missionarietà.
La santità è la prospettiva del cammino pastorale, tutti sono chiamati alla santità e il Papa ce ne fa un’ampia catechesi nella recentissima esortazione apostolica Gaudete et exsultate sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo; tutto è inutile se non c’è l’impegno alla santità. “Senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5) ha detto Gesù che ci invita a rimanere in lui come il tralcio è unito alla vite (Gv 15,4).
• Ecco l’impegno alla preghiera da praticare da parte di tutti e la messa domenicale, le confessioni frequenti, il primato della grazia, l’ascolto e l’annuncio della parola di Dio e di conseguenza la testimonianza dell’amore: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34) comandamento nuovo dato da Gesù. Realizzando questa comunione di amore la Chiesa si manifesta come sacramento dell’unione di Dio con gli uomini.
• “Ut unum sint” ha pregato Gesù, cioè essere una cosa sola come Lui e il Padre anche noi qui in parrocchia superando rigidità, vecchie ruggini, antipatie, individualismi… la via è quella di camminare insieme, cioè la sinodalità: pregare, riflettere, agire seguendo Gesù sotto l’azione dello Spirito Santo.
Mons. Pichierri centrava l’attenzione sulle opere dell’amore, puntare sulla carità: accanto al tempio la Caritas. La fede che si manifesta nelle opere di misericordia corporale e spirituale. Non
bisogna temere di agire con coraggio. Maria, stella della nuova evangelizzazione, l’intercessione dei santi, in modo particolare dei santi Medici anàrgiri Cosma e Damiano, di san Ruggero,
sant’Elena saranno una grande spinta ad uscire dalla chiesa per andare ad annunciare
“Abbiamo visto il Signore” (Gv 20,25). E correndo il rischio dell’audacia missionaria Gesù mandò i discepoli a predicare pur conoscendo i loro limiti. A nessuno è detto di guardare dalla finestra. E di giudicare. Troppo comodo. Per tornare alle nostre piccole dimensioni: la parrocchia funziona se tutti collaboriamo. Se nel nostro cuore c’è Gesù, gli altri per noi saranno fratelli da amare, comprendere, perdonare. Il servizio sarà la parola d’ordine. E con umiltà e discrezione. Non desideriamo la pubblicità, ma il servire nel nascondimento.


don Pino, don Frncesco, diac. Abramo