In occasione del sesto anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Salvatore Mellone, è stata celebrata lo scorso 16 aprile presso la parrocchia del Santissimo Crocifisso una celebrazione eucaristica, presieduta da don Rino Caporusso, che ha seguito il suo discernimento e il percorso vocazionale. Don Rino nell’omelia ha sottolineato l’esperienza di fede e di sofferenza di don Salvatore, che indubbiamente ha caratterizzato la vita di quanti hanno avuto la gioia di conoscerlo e godere della sua bontà e generosità per il prossimo, lasciando una traccia spirituale indelebile. Il suo breve ma intenso sacerdozio, durato 74 giorni, è diventato una forte testimonianza di fede lungo un percorso fatto di sofferenze indicibili, che ha varcato i confini della diocesi Trani-Barletta-Bisceglie.

Don Salvatore – lo ricorderemo in tanti – venne ordinato presbitero, prima del compimento dell’iter di formazione, il 16 aprile 2015, e si spense, in seguito alla grave malattia, il 29 giugno dello stesso anno. In quelle giornate dolenti vissute nel letto della sua casa, assistito dalle amorevoli cure di mamma Filomena, di papà Giuseppe e della sorella Adele, don Salvatore oltre a celebrare la santa Messa trovò la forza di pregare, di esternare con voce fioca le sue profonde riflessioni, raccolte in una pubblicazione che dà il senso del ministero presbiterale durante quell’esperienza tormentata ma allo stesso tempo illuminata della grazia.

Don Rino ha evidenziato e rimarcato la straordinaria disponibilità di don Salvatore al servizio della comunità parrocchiale, ricordando il suo impegno come animatore nell’oratorio, come catechista nell’ambito della pastorale giovanile, come giornalista della redazione La Stadera e poeta profondo. Don Salvatore ha mostrato grandi doti empatiche e ha supportando psicologicamente ragazzi della parrocchia che spesso palesavano enormi difficoltà negli apprendimenti scolastici.

Ricordati nel corso dell’omelia Ruggiero Peschechera, deceduto nell’aprile 1992 per una leucemia fulminante, al quale è stata dedicata la strada adiacente la parrocchia e l’ auditorium, e Giuseppe Ricatti scomparso il 17 maggio del 2015, a seguito di una lunga malattia degenerativa che lo ha costretto, sin da piccolo, a vivere tra ospedali e difficoltà, sostenuto dalla sua famiglia, dagli amici e in particolare dalla fede in Dio. Tre giovani e tre storie straordinarie accomunate da un unico comune denominatore: l’amore incommensurabile per Dio creatore, e come Gesù hanno abbracciato e sorretto la croce con umiltà, sposando in toto il messaggio evangelico.

Francesca Leone
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