La pandemia da Covid-19 ha generato e sta provocando gravi danni alla salute del genere umano con notevoli difficoltà in campo sociale, psicologico, economico, educativo e culturale. L’emergenza sanitaria ci sta insegnando che tutti gli uomini sono fra loro legati e che nessuno è un’isola. Per uscire dalla situazione pandemica occorre essere uniti, impegnarsi insieme perché nessuno può salvarsi da solo. Di grande importanza, per debellare il virus, che ci sta affiggendo, sono le cautele comportamentali ed i vaccini. Vaccinarsi è un impegno morale, ha sottolineato il cancelliere, Mons. Renzo Pegoraro, della Pontificia Accademia per la Vita. La questione dell’uso dei vaccini spesso è al centro di insistenti dibattiti nell’opinione pubblica ed è stato oggetto di riflessione etica da parte della Chiesa cattolica.

Lo scorso 29 dicembre 2020 è stata pubblicata la Nota della Commissione vaticana Covid-19 “Vaccino per tutti: 20 punti per un mondo più giusto e sano”. Come riporta il titolo, è fondamentale e urgente che i vaccini approvati, siano resi disponibili in ogni parte del mondo, anche nelle zone più povere e remote. Papa Francesco l’ha ricordato più volte: “in questo tempo di oscurità e incertezze per la pandemia, appaiono diverse luci di speranza, come le scoperte dei vaccini. Ma perché queste luci possano illuminare e portare speranza al mondo intero, devono stare a disposizione di tutti. Non possiamo lasciare che i nazionalismi chiusi ci impediscano di vivere come la vera famiglia umana che siamo. Non possiamo neanche lasciare che il virus dell’individualismo radicale vinca noi e ci renda indifferenti alla sofferenza di altri fratelli e sorelle”. È necessario che i Paesi più ricchi creino una specie di prenotazione di grandi quantitativi, per evitare ulteriori ingiustizie e discriminazioni. Purtroppo, l’attuale distribuzione riguarda l’Europa e l’America. Ma il resto del mondo! E l’Africa? La pandemia sta avendo effetti disastrosi in questo continente e minaccia i progressi già ottenuti contro l’AIDS, la tubercolosi, la malaria, l’ebola e altre malattie. C’è bisogno di una strategia coordinata per sviluppare, finanziare, produrre e distribuire i vaccini a quanti ne hanno necessità. Questo, garantirà la salute e sarà la testimonianza di una solidarietà globale. In effetti, non si può vivere in un mondo dalle dimensioni globali con un’ottica particolarista o nazionalista.Siamo tutti sulla stessa barca – ha sottolineato papa Francesco con forza e semplicità. L’obiettivo della campagna di vaccinazione della popolazione è raggiungere al più presto l’immunità di gregge.

I vaccini saranno offerti a tutta la popolazione, secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità. Nella Bat, dopo aver vaccinato medici, operatori sanitari, ospiti delle RSA, docenti, forze dell’ordine, disabili, pazienti fragili, e tutti gli over 80, è la volta di un’ampia  fascia che va dai 79 ai 69enni. Attualmente, i vaccini somministrati sono Pfizer, Moderna e Astrazeneca, quest’ultimo, purtroppo, è al centro di polemiche nelle recenti settimane, suscitando perplessità e disorientamento in tanti. È importante informarsi, per i più dubbiosi, eventualmente, parlarne con il proprio medico di fiducia, sciogliere dubbi e superare pregiudizi e paure non giustificate. Un clima di fiducia verso scienziati e medici e un atteggiamento di partecipazione e speranza aiuterebbero a esprimere in pratica quella solidarietà che ci aiuterà a uscire insieme dalla pandemia, presto e tutti, riuscendo a raggiungere l’immunità di gregge.

Francesca  Leone
professoressaleone@gmail.com