“ SE VUOI COLTIVARE LA PACE CUSTODISCI IL CREATO ”

1° gennaio 2010 : è iniziato un nuovo anno e noi dove eravamo?
I festeggiamenti imperversavano mentre numerose sono le minacce che incombono a nostro discapito e che, silenti, permettono di anno in anno che qualcosa peggiori. Oggi più che mai radio, documentari, telegiornali, talk-show affrontano il tema della natura e della sua “salute”.
A questi si è aggiunto anche il Papa con il suo discorso durante la 43esima giornata sulla pace alla quale è stato dato il tema : “Se vuoi coltivare la pace custodisci il creato”.
Tanto spesso si sente parlare di una natura malata: Cambiamenti climatici, inquinamento di aria e di acqua, disboscamento, valanghe, frane. Ma nessuno si chiede il perché, oppure ci si pone una domanda ma non si fa nulla per trovare una risposta o una soluzione.
Il discorso del Papa intende sollecitare una presa di coscienza dello stretto legame che esiste nel nostro mondo globalizzato tra salvaguardia del creato e coltivazione del bene comune e della pace. Tutto ciò va messo in relazione secondo una prospettiva fortemente religiosa che ci permette di infondere in ogni azione quotidiana quell’amore che ci emana Dio, il Creatore. Dobbiamo avere la consapevolezza che ogni singola azione può determinare il bene, la pace, purché sia guidata dal cuore e dal buon senso.
Ma l’uomo per la sua indole tende a curare il proprio interesse e per realizzarsi calpesta ogni cosa, distruggendo anche il suo simile se necessario o addirittura la sua casa!!!
Infatti la natura non è altro che la nostra prima vera casa: Ci ha donato gli alberi che ci danno l’ossigeno necessario per la vita, frenano con le loro radici fango e valanghe che causerebbero gravi danni. Senza la natura non esisteremmo. Invece l’uomo egoisticamente sfrutta la natura per ricavare guadagni senza pensare alle conseguenze. Ed è proprio in virtù di queste catastrofiche conseguenze che bisogna prendere in considerazione la non curanza e l’abuso nei confronti della terra e produrre una seria “coscienza ecologica”. Infatti se in un primo momento questo sfruttamento porta a una crescita economica, tecnologica e un miglioramento dell’uomo in realtà le conseguenze sono atroci: Innalzamento della temperatura terrestre con conseguente scioglimento dei ghiacciai che possono provocare l’inondazione di città, la morte di persone; il disboscamento porta ad un aumento notevolissimo di frane, valanghe causando sempre la morte di uomini, l’inquinamento dell’aria, piogge acide, cibi radioattivi, non fanno altro che attentare alla salute e alla vita dell’uomo.
Allora perché si continua? Perché non viene fermato questo omicidio di massa che finirà per estinguere ogni specie vivente?
Il vicino pericolo originato dall’abuso dell’ambiente è causato dal non preoccuparsi delle conseguenze delle nostre azioni. Bisogna uscire dalla logica di una produzione adibita al consumo e all’arricchimento, ma bisogna promuovere uno sviluppo equilibrato, in sintonia con la natura, con i suoi ritmi di riproduzione.
San Francesco ringraziava, lodava il Signore per i suoi doni: l’acqua, l’aria, la terra e li considerava fratelli e sorelle, è questo il  vero spirito che si dovrebbe avere per salvaguardare la natura, per salvaguardare gli essere viventi e quindi l’uomo stesso.
Ci comportiamo quasi tutti come se non ci sentissimo coinvolti personalmente nei problemi dell’ambiente che ci circonda. Non possiamo rimanere indifferenti  davanti a questa discesa perche non è compromessa solo la nostra salute ma anche il rapporto umano, sociale comunitario. Per questo la questione ambientale non riguarda solo la natura ma anche i valori etici e morali del rispetto, della carità e della giustizia che sono segno nell’ uomo di dignità e intelligenza.
È opportuno dunque aggiungere un nuovo tipo di educazione e morale: Quella ambientale, che ci permetta di cambiare mentalità e stile di vita più propensi al rispetto, al risparmio, alla responsabilizzazione, così per arrivare alla pace. La conoscenza dell’ambiente  e il rispetto verso esso deve maturare nel singolo individuo e trovare espressione in progetti e iniziative concrete. Riuscirci non è poi così difficile, i mezzi ci sono, ci vuole solo più volontà.
Si parte dalle piccole cose: Non buttare carte per terra, fare la raccolta differenziata; per poi arrivare a qualcosa di più grande: Risorse energetiche alternative e rinnovabili, per avere un risultato enorme: Il benessere della natura e di noi esseri viventi, migliorando così il rapporto tra gli uomini. Perché quando si sta bene e sereni si ama di più, non ci sono problemi che portino l’uomo ad uccidere, rubare, odiare. L’armonia tra Creatore, umanità e creato è possibile custodendo e tutelando ciò che Dio ci ha donato con responsabilità.
Coltiviamo ciò che seminiamo: Seminiamo la bellezza, il bene, la cura e la serenità e avremo un mondo di pace. 

Floriana Filannino (flo_92_@live.it)

Stefania Filannino (ste-llina92@live.it)