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Beniamino,
col naso
all’insu’
pensando
a quaggiu’
Una nuova rubrica nata per stimolare idee, confrontarsi
su temi leggeri o profondi, e perché no, provocare reazioni.
È questa la fi nalità di Beniamino, l’appuntamento mensile
che come redazione lanciamo dal numero di ottobre sul nostro
giornale. Dal suo box Beniamino si affaccerà per comunicare di
volta in volta qualcosa. Firmerà poi tutti i suoi interventi: la sua
sigla non sarà altro che la voce comune della redazione. Beniamino
avrà le sembianze di una persona pensante e ambulante,
anche se di carta ed inchiostro. Come un nomade della parola,
dopo aver provato a vagabondare tra le esperienze, porgerà
agli altri il suo sguardo. Narrerà con semplicità, servendosi di
circa quattrocento termini per dire e lasciare in sospeso qualcosa.
Perché questo nome? Certamente esso rimanda alla piccolezza
di qualcuno (si pensi all’ultimo fi glio di Giacobbe) che
stando in un cantuccio si fa notare senza presunzione. E poi
c’è quel fi nale in –ino: dà il senso di un diminutivo (anche se
in questo caso non lo è), di una presenza cioè minima, che (si
spera) interroghi generando simpatia. Beniamino starà col
naso all’insù, meravigliandosi ancora della vastità del cielo
e, pensando a quaggiù, valuterà ciò che gli passerà intorno.
Con candore e semplicità, sempre.
Salvatore Mellone, toremel@hotmail.it
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