IL CARDINAL MONTERISI, LA SUA CITTÀ, LA SUA PARROCCHIA
Barletta, Civitas Mariae, nei giorni in cui celebrava il suo santo patrono Ruggiero, con grande calore ed affetto ha accolto S.Em. il Card.Francesco Monterisi, creato cardinale da Papa Benedetto XVI nel concistoro del 20 novembre 2010. Tanti erano i barlettani festanti la mattina di giovedì 30 dicembre scorso all'esterno dalla chiesa del Purgatorio ad attendere l'arrivo dell'illustre prelato. Poi la processione verso la Concattedrale di Santa Maria Maggiore dove il Card.Monterisi ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica. Presenti l'arcivescovo emerito di Palermo S.Em. il Card. Salvatore De Giorgi, S.Ecc. Mons.Giovan Battista Pichierri, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, altri vescovi pugliesi giunti a Barletta per l'occasione e il clero diocesano. Dopo aver ringraziato Mons.Pichierri per le parole con le quali l'ordinario del luogo ha sottolineato l'appartenenza del neocardinale alla diocesi, il Card.Monterisi ha espresso la sua riconoscenza al Card.De Giorgi per l'affetto e la stima dimostrate in diverse occasioni. Nell'omelia, riferendosi alla figura di San Ruggiero, il Cardinale ha invitato i fedeli ad imitarne l'impegno per la ricostruzione morale della società. «Ciascuno di noi, al suo posto, può e deve portare la sua pietra, piccola o grande che sia, a tale edificio», trovando tutti una nuova risolutezza nella fede e nel bene. Nel pomeriggio, presso il teatro comunale “Giuseppe Curci”, c'è stato il saluto delle autorità: il Card.Monterisi si è detto vicino alla sua città e all'intero territorio provinciale, facendo sue le parole che il filosofo cosentino Bernardino Telesio rivolse ai propri concittadini prima di lasciare la sua città perché chiamato a Roma: «La mia diletta città potrebbe benissimo fare a meno di me, ma io... - e qui la voce si è incrinata per l'emozione - ...ma io non posso fare a meno di essa, perché essa mi scorre nelle vene e mi pulsa nel cuore». Domenica 2 gennaio scorso l'attesa visita alla parrocchia del SS.mo Crocifisso. All'inizio della celebrazione eucaristica serale il parroco don Rino Caporusso ha dato a tutti il suo caloroso saluto e «a Sua Eminenza il benvenuto a casa sua! Dico a casa sua perché qui, con la sua famiglia, abbiamo imparato a chiamarlo don Francesco e continuiamo a chiamarlo don Francesco. Lo sentiamo così umano, così fuori dal suo ufficio di cardinale. Per le strade del nostro quartiere, quando passeggia, si lascia salutare con molto piacere», gustando gli odori del rione Patalini. «Qui - ha proseguito don Caporusso - trova gli amici, la casa, i parenti, la sua appartenenza alla parrocchia, voi amici del quartiere, chi abita e chi lavora», ribadendo in conclusione, «l'affetto e la preghiera di tutta la comunità. Don Francesco, noi facciamo il tifo per lei: è un dono per la chiesa di Dio, è un dono per la chiesa universale». Il Card.Monterisi ha ringraziato don Caporusso «per aver preparato questa celebrazione che indica l'accoglienza nella mia parrocchia, in questo momento per me così particolare». Nell'omelia ha poi fatto riferimento a Sant'Alfonso Maria de' Liguori: «Dio si era accorto che gli uomini non l'amavano perché non lo vedevano e allora che ha fatto? Si è reso visibile», così che gli uomini potessero “toccare” e “vedere” chi fosse veramente, un Dio dolce e buono come un bambino. «Il Salvatore ci salva - ha aggiunto il Cardinale parlando del piano della salvezza - facendoci figli di Dio. Noi siamo tutti figli di Dio» e seguendo quanto affermato da San Paolo, «noi siamo stati adottati da Dio, da Gesù in Gesù. Noi siamo stati destinati ad essere santi e immacolati per essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo. Essere figli di Dio: questa deve essere la nostra grande gioia». Il Card.Monterisi ha poi ricordato il compianto don Luigi Filannino, spesosi fino all'ultimo per l'edificazione della nuova chiesa del SS.mo Crocifisso. «Ho potuto dar poco alla parrocchia - ha concluso il Cardinale - però mi sono sentito sempre ben accolto. Quando vengo qui e sto in mezzo a voi, sia quando celebro nella cappellina con i pochi intimi che frequentano ogni giorno, sia quando celebro la messa per un popolo più ampio, ebbene, mi sento dire nel cuore “ma questi sono figli di Dio!”. Questo è quanto sento quando entro in parrocchia: essere in una famiglia in cui Dio è nostro padre e don Rino rappresenta il Signore in mezzo a noi, anche per me. Quindi io stesso mi sento veramente a casa mia, mi sento veramente in famiglia e quando come questa sera vi vedo così numerosi e vi sento così affettuosi verso di me, mi dico: “ma ci voleva proprio questo per farmelo sapere?” Lo sapevo già. Grazie per tutto quello che fate. Voi siete per me la mia famiglia, i figli di Dio di cui anch'io faccio parte e mi sento contentissimo di essere in mezzo a voi. Concludo con le parole della seconda lettura: “Avendo avuto notizia della vostra fede e dell'amore che avete, io rendo grazie per voi a Dio ricordandovi nelle mie preghiere – qui si è interrotto per l'emozione – affinché il Dio del Signore Gesù Cristo vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione”(cfr. Ef 1,3-6.15-18. ndr). Io prego per voi per questo, perché voi possiate avere una profonda conoscenza di Cristo, per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, voi che siete veramente figli. Vi assicuro che rendo grazie al Signore per voi e vi raccomando nella mia preghiera». A conclusione della Santa Messa tutta la comunità parrocchiale si è stretta attorno al Card.Monterisi in maniera semplice e spontanea per un momento di festa dal sapore familiare.
Salvatore Mellone, toremel@hotmail.it |