Intervista a don Luigi Ciprelli, nuovo viceparroco della nostra comunità. Don Luigi ci dirà qualcosa in più su di sé e sulle sue aspettative per questa nuova esperienza. Queste le sue parole in risposta alle nostre domande.

Chi è don Luigi? Da dove nasce il tuo percorso di vocazione e come hai ricevuto la chiamata del Signore a seguirlo più da vicino?

Innanzitutto voglio ringraziare la redazione della STADERA per questa bella possibilità. È una gioia presentarmi alla comunità parrocchiale del Crocifisso e a quanti si ritroveranno a leggere questa intervista.  Sono don Luigi Ciprelli, ho trentadue anni e sono sacerdote da cinque anni. Il mio paese d’origine è Corato, qui ho trascorso parte della mia infanzia e della mia adolescenza. Successivamente ho conseguito il diploma di perito elettronico e telecomunicazioni presso l’Istituto Industriale di Andria. Dopo il diploma ho iniziato un percorso di discernimento vocazionale che ha avuto il suo compimento il 5 gennaio 2015 con l’ordinazione sacerdotale. Quando mi soffermo a pensare al mio cammino vocazionale, non posso che rivolgere mente e cuore innanzitutto alla grande fortuna che ho avuto di nascere e crescere in una normalissima famiglia che si è sempre presa cura di me, cercando di offrirmi tutte quelle possibilità che hanno incoraggiato la mia scelta di vita.

Un altro luogo che ha segnato fortemente la mia vocazione è stata la comunità parrocchiale della Sacra Famiglia di Corato con il parroco don Giuseppe Lobascio. Sin da subito mi sono messo a servizio della comunità. In particolare ricordo con tanta gioia, i periodi estivi trascorsi in parrocchia tra grest e campiscuola che mi vedevano maggiormente impegnato.

Ma l’esperienza che ha consolidato la mia scelta vocazionale è stata l’Agorà dei giovani italiani a Loreto nel 2007. La nostra diocesi, insieme a centinaia di migliaia di giovani, partecipò all’incontro con il Santo Padre, Benedetto XVI nella piana di Montorso. Sono state davvero importanti per me le parole del Papa in quell’occasione. Voglio condividere con voi ciò che ci disse durante la celebrazione Eucaristica: “Dio cerca cuori giovani, cerca giovani dal cuore grande, capaci di fare spazio a Lui nella loro vita per essere protagonisti della Nuova Alleanza… Questo nostro incontro ci invita a guardare alla fanciulla di Nazareth. Il Santo Padre ci invitava a rivolgere il nostro sguardo a Maria la Madre di Gesù. Come ha vissuto la sua giovinezza? Perché in lei è diventato possibile l’impossibile? Ce lo svela lei stessa nel cantico del Magnificat: Dio “ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,48a). L’umiltà di Maria è ciò che Dio apprezza più di ogni altra cosa in lei. Cari giovani, conservate nel cuore la memoria di questo luogo e, come i settantadue discepoli designati dal Signore Gesù, andate con determinazione e libertà di spirito: comunicate la pace, sostenete chi è debole, preparate i cuori alla novità del Cristo. Annunciate che il Regno di Dio è vicino!”.

Esortato da queste parole decisi di iniziare l’anno propedeutico presso il Seminario Regionale di Molfetta. Tempo dei primi passi, tempo per riconoscere il proprio desiderio, quello vero, profondo, quello che ha a che fare con il senso della vita. Un tempo per rientrare in sé stessi e compiere il viaggio più bello, quello interiore. Vigilanza, attenzione, ascolto e lettura di sé, della propria storia e quella di Dio.

Dopo il propedeutico, gli anni in seminario sono stati per me un tempo di grazia in cui, nonostante turbamenti e tentazioni, è emerso sempre più l’entusiasmo per il ministero pastorale.

Una volta presbitero, quali sono stati gli incarichi pastorali che hai svolto?

Dopo l’ordinazione sacerdotale, ho iniziato a muovere i miei passi da vice-parroco nella città di Trani. I primi tre anni nella comunità parrocchiale di San Francesco con il parroco don Saverio Pellegrino e poi altri tre anni nella parrocchia dello Spirito Santo con il parroco don Mimmo Gramegna. Dopo l’esperienza vissuta a Trani sono stato nominato parroco a Margherita di Savoia nella parrocchia B.M.V Ausiliatrice. Questi sono stati anni molto intensi fra gioie e dolori, comprensioni e incomprensioni, ma ho sempre sperimentato un sentimento di gratitudine al Signore per tutti i doni ricevuti.

Come hai accolto la notizia di questo trasferimento?

La notizia del mio trasferimento è arrivata l’otto settembre scorso. Nel mio cuore si alternavano sia sentimenti di timore e sia sentimenti di fiducia nei confronti del Vescovo Leonardo. Dopo aver appreso la mia nuova destinazione, subito ho avvertito tanta serenità d’animo. Oggi, dopo un mese in mezzo a voi, nonostante alcune difficoltà legate alla pandemia, posso affermare di intravedere un filo rosso che mi incoraggia ad accogliere con tanta gioia questo nuovo orizzonte.

Quali emozioni hai provato, varcando l‘ingresso della nostra parrocchia? E quali sono state le impressioni?

Non riesco a specificare quali fossero le emozioni vissute in quel momento ma ciò che posso senz’altro dire è che, entrando in Chiesa, ho percepito un’aria familiare. Questo sia perché conoscevo la parrocchia del Crocifisso e sia perché sapevo che avrei incontrato subito don Pino e don Francesco, sacerdoti che ho conosciuto in precedenza. In modo Particolare, don Pino nel 2016, durante la Giornata Mondiale della Gioventù e don Francesco durante gli anni di seminario a Molfetta. La buona accoglienza e la totale disponibilità da parte di entrambi ha spazzato via ogni timore.

La nostra comunità è caratterizzata da una cospicua presenza di giovani e ciò rappresenta un aspetto importante per la nostra realtà. Secondo te, in che modo la Chiesa pensa di accompagnarli attraverso le sfide di oggi? Quale sarà il tuo contributo per i nostri ragazzi?

Ho sempre ritenuto che le comunità parrocchiali, in modo particolare dai giovani, fossero viste non come luoghi di passaggio (solo per ricevere i sacramenti) ma “Case da abitare”. Per questo la Chiesa deve presentarsi sempre più come “famiglia” che deve attrarre e suscitare interesse anche a quei giovani che hanno scelto di allontanarsi per motivi più disparati. Più una parrocchia vive le relazioni in modo familiare e più sarà capace di accogliere nel suo grembo anche coloro che normalmente sono chiamati “lontani”, perché in una famiglia non ci sono lontani o vicini, ma tutti meritano attenzione. Infatti quest’anno come chiesa diocesana, siamo chiamati a vivere un percorso tracciato dagli orientamenti pastorali che ci vedranno impegnati fino al 2023. Questo progetto pone una particolare attenzione anche ai giovani. In ogni comunità parrocchiale deve maturare sempre più il desiderio di concretizzare proposte che abbiano mete chiare per i giovani. Questo permetterà ad ognuno di loro di sperimentare una Chiesa che ha uno sguardo d’Amore su tutti e per tutti.

In che modo vuoi lasciare la tua impronta alla nostra comunità?

Cercherò di COLLABORARE con slancio e gioia in un programma pastorale condiviso con gli altri sacerdoti e con tutta la comunità, affinché il Signore Gesù continui ad operare e a vivere nella storia di ognuno di noi attraverso il corpo della Chiesa che è fatto di tante membra quanti sono i fedeli, ciascuno col suo dono personale e la sua funzione.
Vi benedico nel Signore e vi affido sin da ora alla protezione della Vergine Maria Regina del Santo Rosario e alla buona intercessione dei Santi Medici Cosma e Damiano protettori della nostra comunità parrocchiale. Un saluto particolare va a tutti coloro che non possono raggiungere la parrocchia, penso agli ammalati o a chi è fuori Barletta per motivi di lavoro o di studio e che seguono la vita della comunità attraverso la “STADERA”.

Per tutto ciò che è stato: GRAZIE! E Per quel che sarà in questo nuovo cammino: ECCOMI!

Caro don Luigi, benvenuto nella nostra grande famiglia del Ss. Crocifisso. Il tuo nome fa riemergere importanti ricordi per la nostra comunità segnata dall’azione pastorale del nostro amato e compianto don Luigi Filannino che ha contribuito alla costruzione del tempio della nostra parrocchia. Ti auguriamo il meglio per questa nuova esperienza; tutta la comunità, insieme a don Pino, don Francesco e don Abramo, prega per te e ti è vicina!

Mariagrazia Spadaro
mariagrazia.spadaro2110@gmail.com