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Prosegue l’attività della Caritas Barletta per fronte all’accoglienza dei cittadini ucraini in fuga dal conflitto in corso.

Lorenzo Chieppa, Presidente della Caritas Barletta ci ha rilasciato una straordinaria intervista di prossimità. 

È un mese dall’emergenza Ucraina a causa del conflitto scoppiato lo scorso 24 febbraio. Che tipo di accoglienza ha predisposto la Caritas di Barletta?

I profughi stanno arrivando in Italia e anche a Barletta. In queste ore sono fondamentali coordinamento e collaborazione per assicurare l’accoglienza all’interno dei nuclei familiari barlettani. Tengo a sottolineare come all’emergenza giornaliera alla quale fa fronte la Caritas barlettana si è aggiunta quella dell’Ucraina, che non è visibile perché non riusciamo ancora a quantificare e ad avere una cognizione reale. In questo momento stanno arrivando i profughi comodi, coloro che lasciano l’Ucraina, ma che tuttavia hanno un’accoglienza comoda perché sanno dove andare perché hanno dei punti di riferimento, parenti o famiglie. Attualmente ospitiamo presso il dormitorio femminile, una signora Ucraina, giunta, accompagnata da un barlettano, che successivamente abbiamo scoperto essere residente in Germania, ma che a Barletta ha un punto di riferimento. Ora è appoggiata da noi e usufruisce di tutti i servizi, anche dell’assistenza sanitaria. Nel momento in cui intercettiamo i profughi ucraini, curiamo tutti gli aspetti dell’accoglienza e della registrazione in questura attraverso un registro leggero, chiamato prima accoglienza col supporto   di volontari che accompagnano i profughi.  Curiamo tra l’altro l’assistenza sanitaria. Assicuriamo l’accompagnamento presso i servizi sociali per particolari necessità, nonché l’aiuto materiale e psicologico. A proposito di emergenza sanitaria, da maggio in pianta stabile all’hub vaccinale, come unico ente di volontariato integrato nella questione vaccini, abbiamo vaccinato con la terza dose, circa 700 adulti, i senza tetto, gli invisibili, gli ospiti delle nostre strutture, ambulanti come numerosi marocchini, insomma, gente è sfuggita all’occhio attento della sanità. Caritas si è prodigata con operosità e clamore a che tutta questa gente completasse il ciclo vaccinale. 

Sono previsti percorsi di accoglienza in famiglia

Le famiglie che intendono offrire la loro disponibilità alla accoglienza dei profughi ucraini dovranno comunicarlo al responsabile Caritas Parrocchiale oppure ai Servizi Sociali. Tutte le spese economiche necessarie per garantire l’accoglienza saranno esclusivamente a carico delle famiglie accoglienti o di chi organizza l’accoglienza. Le famiglie accoglienti che hanno segnalato la disponibilità saranno successivamente contattate per una verifica concreta della possibilità di accoglienza e per conoscere le opportune informazioni sulle risorse territoriali disponibili a loro supporto. A Barletta 20 famiglie hanno dato piena disponibilità ad accogliere i profughi, perfino nuclei familiari singoli. Anche lì tanto cuore e tanto trasporto, mediante colloqui poi le famiglie vanno informate e formate. Nel momento in cui dovesse terminare il conflitto, ci vuole un anno per far entrare i profughi in casa perché le abitazioni sono state distrutte e bombardate e debbono essere edificate nuovamente. È un tempo importante perché se tu accogli una famiglia ucraina, la devi accogliere a 360 gradi, condividendo servizi e spazi, vissuti ed emozioni. La città di Barletta ha risposto bene, al momento solo due famiglie abbiamo azionato. Come Caritas Barletta inoltre abbiamo dato disponibilità ad ospitare 4 donne nel dormitorio femminile e tre uomini ucraini in casa Betania, che solitamente ospita padri separati. 

Come aiutare e sostenere chi è stato colpito dalla guerra e non ha più una abitazione?  

Operiamo sotto l’egira e il cappello di Caritas Italiana e di Caritas International. La Caritas Barletta è più che operativa in questo momento perché Caritas Ucraina è sul teatro di guerra mentre Caritas Polonia, Moldavia e Romania sono attive al confine e sono la prima accoglienza. In molti ci chiedono come poter aiutare. È stata a divulgata una brochure che indica le modalità operative tra le quali il sostegno economico, con versamenti diretti sul conto corrente Caritas Italiana   e relativa causale (Progetto Ucraina) e devo sottolineare che la città di Barletta sta rispondendo con sensibilità e spirito di fratellanza.

Francesca Leone
professoressaleone@gmail.com

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