Sono passati sei anni da quel 16 aprile in cui venisti ordinato sacerdote “per grazia di Dio”. Il presbiterato è servizio a Dio e ai fratelli. Oggi il sacerdozio ministeriale è simboleggiato dalla stola: tale simbolo cultuale identifica quella persona come consacrata a Dio al servizio della comunità.

La stola: la sig.ra Angela mi ha raccontato che ha voluto farti dono di alcune stole, di cui una, la prima, donata a papa Francesco, ma ideate insieme a lei. Ormai allettato, avevate pensato insieme lo stile, i disegni ed i colori; più corte rispetto a quelle tradizionali che erano troppo lunghe indossate sul letto. “Da quel momento era nata una sintonia a tal punto che ci capivamo subito sui disegni ed i rispettivi colori. Salvatore ha usato queste stole durante le S. Messe celebrate”. Inoltre Angela ricorda con commozione quando ti realizzò una stola che – dicesti – “indosserò quando andrò alla prima processione della festa della Madonna”. Purtroppo non ci sei arrivato a quella festa per pochi giorni: sei tornato da Papà il 29 giugno. Certo, anche se fossi rimasto ancora, non avresti partecipato, comunque sia, per via delle tue condizioni fisiche. Era una stola azzurra, il colore del manto della Vergine, di stile ortodosso, con alcune roselline colorate: questa volta la desiderasti lunga, con le misure tradizionali. Tua sorella aggiunge che dietro questa stola di Angela, vi è cucito un dono particolare di un giovane albanese, Manuell, originario di Letnica, accompagnato da don Riccardo Personè, della diocesi di Nardò-Gallipoli. Manuell è molto devoto della Madonna Nera (Zoja Cernagore) presente nel Santuario di questo paesino d’oltre Adriatico (lo stesso dove Madre Teresa di Calcutta ebbe la sua prima chiamata): ogni anno qui il giorno dell’Assunta il vestito della statua della Madonna Nera viene tagliato a piccoli pezzi che vengono consegnati ai fedeli partecipanti i quali a loro volta li donano a persone a loro care.

Legami d’affetto che ti legano ancora alla terra. Come il legame che Cristo durante l’Ultima Cena volle istituire con i suoi Dodici con un gesto pregno di profondo significato: la lavanda dei piedi (Gv 13,1-20). E dopo averli lavati, li asciugò con un asciugamano, un grembiule. Cristo quella sera non indossò una stola né apparteneva alla casta sacerdotale, ma un grembiule. Stola e grembiule: segni di servizio, come scrisse Don Tonino Bello.

Mi piace immaginare questa tua vita donata servizievolmente a tutti coloro che ti vennero a far visita mentre eri malato: un’opera di ascolto e conforto dato paradossalmente a loro, a tua volta confortato da Nostra Madre attraverso questa stola. Quello stesso servizio che oggi tutte le mamme del mondo donano alle loro famiglie con il loro grembiule-stola.

Ruggiero Rutigliano
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