Inchiesta
UNA CASA AL GIUSTO COSTO

Intervista al sig. Pino Rana, presidente dell’associazione “Fraternità per il diritto alla casa”, sul nuovo tema (per noi) dell’autocostruzione. 

1) Come nasce l’idea della vostra associazione. E come è strutturata?
L’idea nasce innanzitutto dal sig. Fabio Lattanzio (portavoce dell’associazione) che non vive più a Barletta da cinque anni per motivi di lavoro e, stando fuori città, si è reso conto che in altre parti d’Italia è possibile creare associazioni come la nostra che si occupano di autocostruzione. Difatti, nelle altre parti d’Italia, l’autocostruzione è partita da più di vent’anni; le prime case sono state fatte in Lombardia nel 1980, seguite poi da Toscana, Umbria, Emilia - Romagna. In queste regioni sono state create leggi regionali ad hoc per l’autocostruzione.
La regione Puglia si sta attivando per seguire questa scia e pare che in questo mese di gennaio debba uscire il bando per l’autocostruzione; inoltre entro il 2008, tale legge dovrebbe diventare di tipo nazionale, ciò vuol dire che i comuni dovranno cedere obbligatoriamente dei terreni destinati all’autocostruzione. Normalmente in altre regioni la cessione riguarda il 20% delle zone edificabili e probabilmente sarà lo stesso per la Puglia.
La nostra associazione, quando è nata all’inizio del 2007, era composta da poche decine di famiglie; ora siamo circa 500 famiglie iscritte per un totale di 2000-2500 persone. All’inizio venivamo visti come perseguitori di un ideale folle, invece ora abbiamo una collaborazione con la regione Puglia che ha istituito un Osservatorio per le politiche abitative chiedendo anche il nostro aiuto; infatti partecipiamo a convegni in altre città pugliesi dove si stanno già preoccupando di far sì che i comuni mettano a disposizione i terreni per l’autocostruzione, come è il caso di Foggia, molto probabilmente Putignano, Grottaglie e Manfredonia. In tutto ciò pone grande interesse l’assessore regionale all’urbanistica, professoressa Angela Barbanente.

2)Vi ritenete un’alternativa alle cooperative, o volete camminare di pari passo con loro?
Beh, diciamo che noi siamo nati dalla disperazione di chi sta aspettando ancora la famosa 167, visto che non sappiamo se mai partirà, visto che l’autocostruzione è un qualcosa di fattibile, possiamo far camminare le due cose insieme.
Ma, parlando sia con l’assessore all’urbanistica di Barletta che con il sindaco Maffei, dovrebbe prima partire la 167 per pensare di poter cominciare con l’autocostruzione, anche se i terreni non coincidono con i terreni destinati alle cooperative, ma vanno al di là di tale perimetro.

3) Quindi i contatti con le istituzioni sono stati solo questi?
Abbiamo fatto, il 9 giugno 2007 nella chiesa di Sant’Antonio di Barletta, il 1° convegno del sud Italia sull’autocostruzione, a cui hanno partecipato assessori e sindaci di altre città, altri autocostruttori e il professor Cusatelli del politecnico di Milano, l’inventore, potremmo dire, dell’autocostruzione, oltre che al sindaco Maffei e l’assessore all’urbanistica della nostra città.
Hanno detto che è un bel progetto, da valutare. E si aspetta la legge regionale per gli aventi diritto; requisiti essenziali sono un reddito non superiore ai 30000 euro annui e nessuna casa di proprietà. 

4) Per rendere l’acquisto della casa più accessibile a tutti, soprattutto alle giovani coppie, avete cercato contatti con le banche, magari per mutui agevolati?
Si. Al convegno del 9 giugno, di cui dicevo prima, ha partecipato un dirigente della Banca Etica, nata proprio per l’autocostruzione. Oltre alla Banca Etica, anche il Monte dei paschi di Siena si presta ai sovvenzionamenti di tali progetti.
La Banca Etica si è resa disponibile a finanziare interamente il progetto che viene rimborsato con delle rate mensili che non superano mai i 400 euro mensili per trent’anni.
Le rate cominciano dopo sei mesi che sono finiti i lavori di costruzione delle case. Il costo delle case varia da 80000 a 90000 euro a  cui aggiungere 1500 ore di opera, in due anni, della persona che si costruisce la casa; ovviamente ci sono dei tecnici esperti (ingegneri, architetti, elettricisti, ecc.) che seguono la vita del cantiere e aiutano nella costruzione.
L’autocostruzione è un buon progetto anche perché non si definiscono da subito i destinatari dei vari appartamenti, ma solo alla fine della costruzione dove verrà fatto un sorteggio per stabilire la titolarità degli immobili.
A differenza delle cooperative, che anticipano delle somme di denaro senza che vi sia nulla di costruito, l’autocostruzione ti permette di non uscire soldi fino a quando l’opera non è compiuta, permettendo anche alle giovani coppie di poter realizzare il sogno di una casa di proprietà.

5) Le zone interessate sono solo quelle della 167 o ve ne sono altre?
La zona è solo quella che va al di là della 167. Abbiamo la variante urbanistica del comune di
Barletta nella quale è delimitata la “zona delle cooperative”. Noi andremo al di là.
Aspettiamo la legge regionale in questo mese. E speriamo bene!

Ruggiero Dimonte

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