Libertà e Vita è il tema della Giornata per la Vita che si celebrerà domenica 7 febbraio 2021, una giornata istituita dalla CEI nel 1978 e dedicata alla difesa della vita, sin dal concepimento, per educare all’accoglienza della vita e combattere l’aborto all’indomani dell’approvazione della legge 194.
La pandemia sta mettendo alla prova ognuno di noi e ci induce a riflettere sul senso profondo della libertà in rapporto alla vita di tutti. Nelle settimane di forzato lockdown quante privazioni abbiamo sofferto, specie in termini di rapporti sociali! Nel contempo, quanta reciprocità e quanta cultura della prossimità, abbiamo respirato. Partendo da questo scenario, i vescovi si interrogano sui rischi di una libertà che non solo si può perdere ma che si può anche usare male, cedendo a una cultura pervasa di diritti individuali assolutizzati che genera egoismi e derive abortive ed eutanasiche. Un uso individualistico della libertà porta, infatti, a strumentalizzare e a rompere le relazioni, rende insostenibile la vita, costruisce case in cui non c’è spazio per la vita nascente, moltiplica solitudini in dimore abitate sempre più da animali ma non da persone. E, dunque, qual è il senso della libertà? Qual è il suo significato sociale, politico e religioso? Si è liberi in partenza o lo si diventa con scelte che costruiscono legami liberi e responsabili tra persone? Sono domande che in certe stagioni della vita interpellano ognuno di noi. Nel testo per la Giornata per la Vita emerge il binomio indissolubile, libertà e vita, che costituisce un’alleanza feconda. Senza il dono della libertà l’umanità non sarebbe se stessa; senza il dono della vita non potremmo lasciare una traccia di bellezza in questo mondo. Dire “sì” alla vita è il compimento di una libertà che può cambiare la storia. Insomma, ogni uomo merita di nascere e di esistere e possiede, fin dal concepimento, un potenziale di bellezza, unico e irripetibile.

Francesca Leone
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