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Si avvicinano le elezioni amministrative del 12 giugno per eleggere sindaco e Consiglio Comunale. Invitiamo i lettori a riflettere sulla legalità a partire da alcune iscrizioni presenti sul lato laterale della Cattedrale, Santa Maria Maggiore. Una ricorda che nel 1528 Barletta fu saccheggiata e distrutta per la discordia dei cittadini, dai francesi, capeggiati da Francesco da Ceri. Un altro episodio, ricorda quello della Disfida di Barletta. Vi è scritto: del Gran Capitano in Barletta nell’anno del Signore 1503 fu la Grande Vittoria. Queste due iscrizioni, ci inducono a ridisegnare l’idea di legalità soprattutto in tempi di elezioni amministrative.

L’appello, dunque, è a non farsi corrompere, come persone e cittadini, a non accettare, in cambio di denari, 50 euro, di cedere un proprio diritto, la libertà di votare chi si vuole. Il riferimento è a quell’esercito, mercenario, di ragazzi che, in occasione delle elezioni, vengono puntualmente reclutati dai candidanti nella fase dello scrutinio per fare da staffette fra i seggi e i comitati elettorali e riportare i voti presi dal candidato per cui lavorano.

Cos’è la legalità?  Sicuramente sentirsi responsabili della propria comunità, partecipando attivamente al suo sviluppo e seguendo le regole stabilite e condivise. È importante tenere viva la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per combattere contro le ingiustizie e affermare i valori della legalità per costruire un Paese più giusto. Nello stesso tempo è importante parlare di legalità ai giovani, insegnando loro a saper pensare, ragionare, saper scegliere ed orientarsi in modo consapevole. Significa anche insegnare a scandalizzarsi di fronte alle ingiustizie e a prendere una posizione autonoma e libera da condizionamenti.

La legalità non è un concetto astratto, la legalità è uno stile di vita che si impara innanzitutto in famiglia, primo luogo privilegiato dove insegnare, con l’esempio dei genitori, a vivere concretamente questo valore. I ragazzi hanno bisogno di comprendere come vivere in modo coscienzioso e attivo, hanno bisogno di sviluppare il senso delle regole, dell’etica, della morale nella sua accezione più ampia e positiva. La scuola, secondo luogo educativo, non si sottrae a questo compito. Viviamo in un momento storico molto particolare, dove le atrocità della guerra e gli episodi di violenza che hanno riguardato più da vicino la comunità cittadina ci dovrebbero far comprendere che occorre una presa di posizione forte e decisa.

Non si può più tacere, non si può restare a guardare quanto accade come fosse una fiction televisiva: purtroppo non è una finzione, quanto accade esiste e, anche se apparentemente potrebbe non riguardarci da vicino, in realtà coinvolge tutti. Gli adulti, in particolare genitori, insegnanti, politici e amministratori della città, responsabili di associazioni, hanno il compito di risvegliare le coscienze dei giovani, di offrire loro alternative educative, luoghi di confronto culturale, opportunità dove sperimentare la bellezza del vivere nel rispetto delle regole e della trasparenza. La legalità deve essere qualcosa di concreto che deve permeare il nostro vivo quotidiano e i giovani hanno il diritto di prendere in mano la loro vita!

Francesca Leone
professoressaleone@gmail.com

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