Quella di Lara Lugli è una delle tante storie di maternità negate. La sua storia ha fatto il giro del mondo e scatenato una campagna di solidarietà. Quello della maternità è un compromesso importante che le donne devono accettare. L’ex pallavolista ha affermato: il mio non è un caso isolato ma riguarda tantissime ragazze che non si sono sentite usurpate dei loro diritti più basilari. La storia della gravidanza vietata, della schiacciatrice di pallavolo del Pordenone, diventa emblematica di un diritto ancora negato, quello della maternità. La vicenda è simile a quella dell’americana Carli Lloyd, la palleggiatrice americana insultata sui social per la sua gravidanza. Nello sport emerge, purtroppo, ancora la discriminazione di non esser considerate professioniste, per via della maternità. Spesso nella valutazione del curriculum vitae di aspiranti lavoratici è in conto il desiderio di maternità e il tasso di fecondità! Ecco, la sua vicenda! Un passato in serie A, un ingaggio in B1 a Pordenone, poi la gravidanza e l’interruzione del contratto, per quella clausola non scritta per cui un’atleta ha un implicito divieto a diventare madre. Ma quando l’atleta chiede gli arretrati di una mensilità non pagata, si vede rispondere dagli avvocati del club, chiedendole i danni per aver provocato un problema con la sua inattesa gravidanza peraltro drammaticamente sfociata in un aborto spontaneo. Condannare Lara Lugli perché in maternità è stata una violenza contro le donne! La maternità ha un insostituibile valore personale e sociale. Se la famiglia è elemento costitutivo della società, la gravidanza rappresenta il mezzo in base al quale si sviluppa la famiglia. Ogni impedimento della facoltà riproduttiva umana è una lesione alla società. Crediamo che le autorità di governo possano e debbano portare in Parlamento iniziative legislative atte a ribadire e a sanzionare la nullità di clausole incostituzionale che utilizzino la gravidanza quale causa risolutiva contrattuale o che contemplino la maternità quale convenzione ad escludendum. La vicenda ora è conclusa! La stessa Lara Lugli ha affermato che il Pordenone ha ritirato la citazione e ottemperato a ogni obbligo nei suoi confronti. Una storia a lieto fine, che ci porta a riflettere come la maternità non sia ancora un diritto tutelato!

Francesca Leone
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