Rubrica “Est non est”

Con queste parole hai salutato e ringraziato, caro Salvatore, tutti coloro che si erano messi a servizio dei malati e dei sofferenti: medici, infermieri e personale sanitario tutto.

In questo periodo particolarmente delicato, segnato dalla crisi sanitaria globale, accompagnata da quella sociale ed economica, il nostro pensiero va a tutte queste persone che tu hai voluto citare il 16 aprile 2015 al termine della celebrazione della tua ordinazione sacerdotale come “compagni di viaggio”.

In queste ultime settimane ci siamo dimenticati di questi “eroi”, come sono stati definiti, di questi fratelli e sorelle che hanno speso molto del loro tempo per dedicarsi alla cura dei malati di Covid-19, mettendo un po’ da parte tempo per la loro vita personale ed anche familiare. Addirittura alcune e alcuni di loro hanno contratto la malattia lavorando, donando la loro vita per questa causa.

Mi piace pensare che tu continui a proclamare questa esortazione a loro, in questo periodo di ritorno alla normalità, al lavoro ed al periodo scolastico ed universitario; nasce un sorriso sul mio volto immaginandoti incoraggiare queste persone a proseguire l’impegno nel loro lavoro ed a lottare per salvare più vite umane possibili. E non ti nascondo che oso credere che tu dall’alto, insieme con quel Dio che ti ha desiderato immensamente come suo servo e strumento di evangelizzazione e di amore, “sacerdote per grazia di Dio”, continui a spronare, secondo le modalità tue proprie, a non demordere, a non gettare la spugna di fronte al dolore e alla sofferenza. Quella stessa che tu hai patito e sopportato in nome del Vangelo e dell’amore misericordioso di Cristo per conformarti a Lui.

E forse ci inviti a continuare a pregare per questi “strumenti” di vita e guarigione, perché la malattia, la sofferenza e la morte sono stati vinti da Cristo. Definitivamente! Anche se possono sembrare ai nostri occhi senza senso ed ingiuste!

Non ci abbandonare proprio ora, Salvatore!

Ruggiero Rutigliano
illietogiullare@hotmail.it