Finalmente l’estate è arrivata e con essa anche la voglia di uscire e di passare del tempo con i nostri amici dopo mesi di restrizioni e di rinunce. Dal 21 Giugno al 10 Luglio, si sta tenendo presso la nostra parrocchia l’oratorio estivo nel segno del gioco: giocare attiva la vita, la mente, il cuore, il coraggio, la voglia di stare insieme e fare squadra, il tutto nel rispetto delle norme anti-Covid. Come di consuetudine la giornata dell’oratorio inizia con un momento di preghiera sia per gli animatori che per i partecipanti. Di seguito viene enunciata la parola chiave del giorno e la drammatizzazione della storia rappresentata dagli animatori. Il terzo momento consiste in varie attività che riprendono il tema della giornata con laboratori di creatività, basket, calcio, balli di gruppo, ping-pong e biliardino. A giorni alterni si svolgono i “giochi senza frontiere” che stimolano la creatività e il confronto reciproco, richiamando la bellezza delle regole e il divertirsi insieme.

A grande sorpresa, il numero di iscrizioni è stato elevato, a tal punto da essere stati costretti a chiuderle prima del previsto. Oltre all’ottima affluenza dei bambini dalla prima elementare alla prima media, si è rilevata una buona presenza di iscrizioni anche per quanto riguarda il “mini-oratorio”.

Hurrà! Giocheranno nelle sue piazze è il titolo che sta accompagnando l’oratorio in cui Hurrà! richiama l’esclamazione di un bambino contento, un grido di esultanza che richiama in qualche modo la gioia e il desiderio di qualcosa di bello. Come in ogni oratorio c’è il tema biblico del profeta Zaccaria il quale ci dice con semplici parole: “Vecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme, ognuno con il bastone in mano per la loro longevità. Le piazze della città formicoleranno di fanciulli e fanciulle, che giocheranno sulle sue piazze” (Zaccaria 8,4-5). Tale tema richiama innanzitutto l’immagine di un gioco costruttivo e tutto ciò che lo riguarda, come il rispetto delle regole, una sana competizione e quindi un gioco che unisce e che crea relazioni. La piazza, invece, richiama la bellezza di occupare tutto ciò che va oltre le mura domestiche. Purtroppo in questi mesi la casa è diventata per molti bambini/ragazzi come un guscio e fanno fatica ad uscirne perché preferiscono giocare ai videogiochi o guardare una serie TV piuttosto che incontrarsi con gli amici e giocare. La piazza è luogo di incontro e tutti noi siamo chiamati a rivedere e a curare le relazioni.

Il gioco, fatto bene e con passione, nel rispetto delle regole e nella creatività di chi si cimenta, esalta tutto il bello e il buono che siamo! Ci fa crescere nella gioia, sfidando i nostri limiti, imparando il rispetto degli altri e tutto quanto coinvolge la vita. In questo modo, tutti insieme possiamo urlare “Hurrà”!

Rossella Acconciaioco
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