Settembre: per tutti (o quasi) mese di ripresa delle attività, lavoro o studio che sia. Ma anche il mese, per noi parrocchiani, della celebrazione dell’Esaltazione della Croce, a cui è consacrato il tempio, e della festa dei Ss. Medici. E ci viene in mente, permettendo di metterci nei tuoi panni, Salvatore, le intense emozioni, i profondi dubbi e gli alti slanci di questo periodo.
Ritorniamo a casa tua per ascoltare attentamente, in una lunga e serena chiacchierata, le parole di tua madre e di tua sorella.

Al tuo ingresso in Seminario a Molfetta nel 2011 tua madre esclama: “Dopo tanta ricerca aveva trovato la sua strada ed eravamo sereni!”. Avevi 34 anni quando iniziasti l’anno propedeutico e poi l’anno successivo l’ufficiale ingresso al primo anno teologico. Una scelta non semplice a quell’età, avendo anche lasciato un lavoro sicuro a Bolzano. Mons. Renna, rettore del Seminario, e anche Marcellino, il seminarista nigeriano che ha operato pastoralmente nella nostra parrocchia e che a quel tempo era sacrestano della cappella maggiore, ci hanno raccontato, attraverso la tua famiglia, che spesso ti recavi mattiniero lì o nella cappella di corso o in quella intitolata alla Regina Apuliae per la meditazione, la preghiera e la scrittura.     

Ecco l’entusiasmo, nonostante le incertezze e le difficoltà di questo cammino formativo culturale e spirituale. Interviene Adele, tua sorella: “Certo, a volte, però, al primo, ma specie al secondo, quando cominciarono i problemi di salute, era nervoso per i suoi malumori e questo ci preoccupava, perché ci chiedevamo se fosse la scelta giusta”; ed aggiunge: “Salvatore ci riversava a casa tutti i suoi problemi, ma abbiamo saputo solo dopo che in seminario era un’altra persona: era sempre allegro e gioviale e aiutava nello studio gli altri, soprattutto Fabio Duarte, originario del Brasile”.
Immaginiamo che più di una volta tu ti sia rivolto umilmente ai santi Medici per chiedere loro la forza per affrontare serenamente e con radicata fede la malattia, soprattutto il dolore fisico. Per te e per i tuoi cari.

Che questa nostra ripresa delle attività umane e parrocchiali (inizia l’anno giubilare, come sottolineato nell’articolo del nostro parroco, don Pino) sia caratterizzata da un coinvolgente entusiasmo, che significa letteralmente dal greco (entrare) “nell’essenza di Dio”, dall’osare percorrere sentieri nuovi, nella fede sperimentarli, nonostante le difficoltà e gli ostacoli che a mano a mano si incontrano.

Buona ripresa a tutti voi, lettori!  

Ruggiero Rutigliano e Giovanni Solenne
illietogiullare@gmail.com
nannisolenne@gmail.com