Dal 1 settembre le porte delle scuole italiane hanno riaperto per i collegi docenti, le ultime sistemazioni delle aule e il recupero degli apprendimenti. La scuola, insomma, si prepara a ripartire in presenza. Nella maggior parte delle regioni, le scuole riapriranno lunedì 14 settembre, ma in Puglia l’apertura è slittata al 24 per via delle elezioni regionali e del Referendum. Mancano meno di due settimane all’inizio del nuovo anno scolastico, che farà tornare nelle aule circa 8,5 milioni di studenti e studentesse dopo oltre sei mesi in cui le scuole sono rimaste chiuse per via dell’epidemia da Covid-19. Ma tanti aspetti circa la riapertura in sicurezza delle scuole sono ancora poco chiari. Inoltre, non sappiamo cosa succederà con l’epidemia nei prossimi mesi: se il suo andamento continuerà a essere contenuto e gestibile anche in autunno e in inverno.

In merito alle le linee guida per la scuola, la didattica digitale a distanza è prevista in modo complementare e integrato solo per le scuole superiori. Per quelle di grado inferiore, sarà usata solo in caso di nuove chiusure delle scuole. Si tornerà, dunque, in classe e il servizio scolastico sarà erogato con le lezioni in presenza. Sarà necessario indossare le mascherine per tutti tranne per i bambini al di sotto dei sei anni e per quelli che non possono tenerla perché disabili.
Ogni istituzione scolastica del sistema nazionale di istruzione e formazione definirà le modalità di realizzazione della didattica digitale integrata intesa come metodologia innovativa di insegnamento-apprendimento,  rivolta a tutti gli studenti della scuola secondaria di II grado, come modalità didattica che integra la tradizionale esperienza di scuola in presenza.
Negli ultimi giorni è addirittura circolata l’ipotesi che l’attuale riapertura prevista possa essere posticipata, perché rimangono da risolvere alcuni problemi molto importanti che al momento rendono impossibile immaginare il rientro a scuola come nel caso del trasporto pubblico. Le linee guida prevedono, infatti, che sugli autobus scolastici venga mantenuto il distanziamento di un metro, misura che limiterà fortemente la capienza dei mezzi e che richiederà quindi un notevole potenziamento delle linee. In ogni caso, sugli autobus scolastici sarà obbligatorio indossare la mascherina, tranne che per i bambini sotto i 6 anni e prima di accedere al mezzo, a casa, sarà necessario misurare la febbre. Inoltre, bisogna differenziare gli orari di ingresso per evitare assembramenti e per facilitare l’organizzazione dei trasporti pubblici.  

Le istituzioni scolastiche con opportuna segnaletica e con una campagna di sensibilizzazione ed informazione hanno l’obbligo di comunicare ai genitori e agli alunni le regole da rispettare per evitare assembramenti. Nel caso di file per l’entrata e l’uscita dall’edificio scolastico, occorre provvedere alla loro ordinata regolamentazione al fine di garantire l’osservanza delle norme sul distanziamento sociale.

In merito alla misurazione della temperatura, la ministra Azzolina ha detto chiaramente che non sarà prevista una misurazione della temperatura corporea all’ingresso degli istituti scolastici, spiegando che è un compito per il quale vanno coinvolte le famiglie. Contrariamente alle ipotesi circolate nei mesi scorsi, il governo per ora non ha deciso misure omogenee per dividere le classi, riducendo così il numero di alunni presenti a ogni singola lezione. Azzolina ha parlato della necessità di ridurre le classi più numerose, per consentire il distanziamento, ma finora non sono stati fissati limiti né spiegati altri dettagli. La ministra ha previsto che per ogni scuola sia scelto un Referente scolastico per il COVID-19, che avrà il compito di tenere i contatti con l’ASL di riferimento.

Francesca Leone
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