Così inizia il ritornello di una famosa canzone di Lucio Battisti! Proprio in questi tempi, in cui la crisi sanitaria e questo virus Covid-19 ci obbligano a spostarci in caso di necessità e quando è strettamente necessario, potremmo pensare a viaggiare.

In che senso? Abbiamo dei modelli che ci illuminano in questo inizio d’anno che speriamo ci porti maggior serenità, cercando di sconfiggere questo male attraverso i vaccini: i Magi. Sono stati infaticabili camminatori: si sono messi in viaggio dall’Oriente (alcuni esegeti li individuano provenienti dalla Mesopotamia, terra popolata da genti che avevano a che fare bene con l’astronomia) alla ricerca di un tesoro, di un dono, anzi del Dono di Dio per noi: Gesù.

Ancora bambino (Gesù doveva avere circa due anni), il Figlio di Dio accoglie questi viaggiatori e i loro rispettivi doni. Mi piace immaginare che si siano scambiati parole e racconti. Poi “per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”: non compiono la stessa strada, cioè non tornano indietro, ma percorrono un’altra strada, una strada nuova; cambiati da questo incontro con questo Pargolo straordinario e allo stesso tempo indifeso (un po’ come lo siamo noi in questo periodo pandemico), viaggiano diversamente.

“Il miglior modo per spendere i soldi è viaggiare e comprare libri”: questa frase ritornava spesso sulla tua bocca, Salvatore. Tu che ti appassionavi alla geografia, addirittura conoscendo le capitali dei piccoli paesi presenti sul mappamondo che un giorno ti hanno regalato. Certo, parlare di denaro e di viaggi in questo momento non è l’ideale! Proprio perché costretti a spostarci meno possibile, a restare in quarantena, non ci resta che immaginare di viaggiare.

Qual è la nostra stella, la nostra luce, la nostra guida? Quale l’obiettivo di viaggiare? Esso è movimento, alzarsi dal luogo in cui c’è casa per entrare nelle case altrui, essere accolti in appartamenti o in capanne in cui ciò che è davvero importante non è tanto il luogo, ma l’incontro con le persone; è nell’incontro con l’altro che si cresce come esseri umani, sviluppando empatia e curiosità, soprattutto nei confronti del diverso culturalmente e religiosamente (i Magi non erano stranieri? Erano Ebrei?). Comprendere l’altro nel luogo in cui vive, “respirare” la sua storia e la sua cultura, ma anche ascoltare i suoi desideri e i suoi sogni, non dimenticando che è figlio di Dio anche lui!

Quindi viaggiare per incontrare l’altro. E quando questo sarà possibile nei prossimi mesi, ricordiamoci della geografia delle relazioni, portatrici di doni per noi e per l’altro. Proprio come hanno fatto i Magi. Proprio come hai fatto tu nella tua vita, Salvatore.

Ruggiero Rutigliano
illietogiullare@hotmail.it