La Redazione del nostro giornale “La Stadera” mi sta ripetutamente sollecitando: “il tuo articolo”, mi chiedono, quando lo consegnerai? “Articolo”, già; hanno usato questa terminologia. Troppo buoni! Il mio è solo un contributo relativo al nuovo anno 2021, importante per la nostra comunità del SS. Crocifisso. Ma come posso soddisfare questa richiesta?
Oggi siamo in zona arancione ma fra qualche giorno torneremo a limiti ancora più stringenti, indicati dal rosso. Come, allora, fare programmi se non si sa con certezza, per esempio, quando i ragazzi torneranno a scuola ed a catechismo, cioè ad una ritrovata normalità di vita? Però, quantomeno desidero spiegarvi perché il 2021 dovrebbe essere così importante, almeno per noi.

E lo faccio in due parole: il 14 settembre ricorrerà il 40° anniversario della istituzione della nostra Parrocchia e il successivo 5 ottobre il 25° anniversario della dedicazione della chiesa (il popolo ama dire la “consacrazione” della chiesa). E, aggiungo, il 28 novembre ricorderemo il 20° anniversario della scomparsa di Don Luigi Filannino. LA NOSTRA STORIA.
Naturalmente tutte queste date saranno occasione per una riflessione profonda, personale e comunitaria sul nostro essere chiesa, presenza di Dio nel quartiere Patalini; sulla nostra relazione personale con il Signore in comunione con tutti i cercatori di Dio che attraverso Gesù, e guidati dallo Spirito Santo, vivono una profonda vita spirituale, non da soli ma con i fratelli. Questo vuole il Signore Gesù: inserirci nella famiglia di Dio Padre, essere suoi fratelli, infiammati dallo Spirito d’amore. Gesù ci vuole, appunto, comunità di fratelli.

Mentre sto scrivendo queste riflessioni, ascolto attraverso Youtube il Cardinale Comastri che commenta il 5° mistero gaudioso: Giuseppe e Maria che ritrovano nel tempio, dopo tre giorni di affannosa e trepida ricerca, il “ragazzino” Gesù che conversa con i Dottori. “Perché Gesù si è fatto cercare? Il messaggio è rivolto a noi per dirci che dobbiamo cercarlo. Lo scopo della vita è cercare Lui” sono parole del Cardinale. “E non dobbiamo stancarci di cercarLo e di trovarLo”. E la ricerca di Gesù è da farsi insieme. Certo, c’è anche un percorso personale, ma è volontà di Dio che si cerchi con i fratelli, come hanno fatto Maria e Giuseppe. E Gesù dobbiamo cercarlo e trovarlo nella chiesa, nei Sacramenti, soprattutto in quel “frammento di pane eucaristico”, nella comunione con Lui e con i fratelli. È lo stesso Battesimo che abbiamo ricevuto e che ci ha generati come figli di Dio.

La Chiesa non è semplicemente un edificio, siamo noi, una famiglia: la famiglia di Dio. E celebrare eventi così importanti ci costringe a riscoprire il senso vero di tutto questo. Non è una semplice aggregazione di persone che utilizzano un certo tipo di servizi. E’ comunione con la Santissima Trinità, è la stessa vita divina che circola nelle nostre persone, è cammino di santità, è operare nell’amore, è scegliere di sentirsi fratelli universali, è vivere il Vangelo oggi e qui. Non nel 1700 e neanche nel 22esimo secolo ma qui, in questa realtà, nel quartiere Patalini di Barletta, che è in Puglia e quindi in Italia. Non in un mondo di favole ma nella nostra realtà storica, non con gnomi ed elfi o con angioletti scesi dal Paradiso ma con fratelli in carne ed ossa, non sempre simpatici e quindi non facili da amare.
E poi, neanche noi siamo “dolci di sale”; oh, quanti difetti e limiti ma “amatevi gli uni gli altri” (Gv 13,34) come appunto ci ha insegnato Gesù. Amare queste persone concrete, i nostri preti, i nostri condomini, i colleghi di lavoro, le persone che incontriamo occasionalmente i fratelli che ritroviamo nella celebrazione della Santa Messa domenicale.

Vi dirò molto ancora, a presto!

Tutti con Pietro (la Chiesa) a Gesù, attraverso Maria.

don Pino Paolillo